Ne “Il volo azzurro” Lucato ci accompagna tra i suoi sogni

Da alcuni giorni è disponibile in cartolibreria “Le due note” in Piazza Malenza il nuovo libro di Candido Lucato “Il volo azzurro”, una raccolta di trentasei sogni, illustrati da altrettanti fotomontaggi.

“Dicono gli esperti che si sogna ogni notte, ma non hanno ancora capito pienamente perché sogniamo o le cause per cui questi sogni ci tengono compagnia nel sonno. Al mattino i sogni si sciolgono come la neve al sole. Ricordiamo soltanto qualche brandello fumoso del sogno, ma raramente riusciamo a ricostruirne l’intera avventura.
Alcuni sono convinti che i sogni siano dei desideri insoddisfatti, altri suggeriscono che questa esperienza universale sia uno stato di coscienza provocato da qualche evento che ci ha impressionato durante il giorno
appena trascorso, magari retrocedendo nel tempo fino a rappresentarci avvenimenti dell’infanzia, o accumuli di esperienze dell’età matura. I sogni, dunque, si dissolvono al risveglio e non si riesce più a ricostruirli. Mi sono di solito dimenticato dei sogni fatti durante il sonno e non ho dato a loro nessuna importanza. I sogni? Sono, appunto, sogni. Che me ne faccio dei sogni?
Se mi sono deciso a trascrivere qualche sogno, adesso che sto per compiere i novanta anni, è perché sto attraversando un periodo strano dovuto alla prostata che fa qualche ghiribizzo e, ogni tanto, mi sollecita la notte ad
andare in bagno. Appena aperti gli occhi, che ancora mi baluginano strane visioni, mi ricordo un sogno appena interrotto, riesco a ricostruirlo in tutti i particolari e più concentro il pensiero e più mi si rivelano dettagli
incredibili. Per un po’ ho lasciato stare i sogni, che al mattino dimenticavo, ma da qualche giorno ho pensato che non sarebbe una così grave stranezza descriverne qualcuno, anche solo per godere della loro stravaganza.
Così, quando mi sveglio ricordando il sogno, per paura di perderlo tra i vapori della sonnolenza, vado nottetempo nel mio studio, come capitava a Sigmund Freud, prendo una matita e scrivo due parole nel block notes, una frase, in modo di poter ricostruirlo con comodo di giorno e trascriverlo tale e quale al computer.
Di sogni ne ho descritti finora più di un centinaio, ma ho pensato di conservare soltanto quelli più bizzarri. Quanti sogni dimenticati! Ovviamente, ho cercato di dare loro un qualche razionale inizio e svolgimento, conservandone un minimo di leggibile narrazione e aggiungendo qualche breve dialogo.
Questo libro, dunque, è formato di trentacinque sogni e mi sono sforzato di non dilungarmi troppo nella loro descrizione per non annoiare chi, per caso o per curiosità, sentisse il desiderio di leggerne qualcuno.
Mi sono accorto che alcune volte mi è scappata la mano e le due tre parole di qualche sogno sono diventate un centinaio.”

Candido Lucato

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