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4 novembre, l’orazione ufficiale del Sindaco

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Grazie ai Fanti, agli Alpini, ai combattenti e reduci, agli assessori e a tutti voi che siete qui presenti con la volontà di ricordare questo anniversario.

Oggi voglio rivolgermi soprattutto ai ragazzi, ai giovani qui presenti. Ogni anno la data del 4 novembre in tutta Italia è la celebrazione della Vittoria della Prima Guerra Mondiale, è la giornata delle Forze Armate e soprattutto è l’occasione per ricordare i caduti, i morti di tutte le guerre. Le guerre mondiali, tanto la prima quanto la seconda, per noi sono eventi ormai lontani, che in qualche modo conosciamo solo perchè li ritroviamo sulle pagine dei libri di storia o nei ricordi dei nonni.

il rischio che corriamo non è solo quello di non conoscere i fatti, le date e le motivazioni, ma piuttosto quello di non riuscire a capire la sofferenza di chi le guerre le ha vissute ed il sacrificio di chi in queste e in altre guerre ha perso la vita. Se non riusciremo a capire tutto questo, il dolore ed il sacrificio di tanti uomini, donne e pure bambini e ragazzi come voi saranno stati inutili, perchè avremo perso l’unica grande lezione che una guerra può dare, cioè la sua assurdità!

Ricordiamoci infatti che: ogni guerra è una follia! Ogni guerra è un errore! Nessuna guerra è indispensabile! Nessuna guerra è giusta! Esiste litigio che non possa essere sanato con il dialogo? Esiste conflitto che non possa essere risolto con la diplomazia? Esiste ingiustizia che richieda la violenza per essere sconfitta?

Insomma, non c’è nessun motivo per cui la guerra debba ancora prevalere sulla pace. E la pace deve essere l’unico obiettivo, l’unico vero ideale per noi che abbiamo la fortuna di non aver mai visto la guerra con i nostri occhi!

Quando pensiamo ai caduti di tutte le guerre dobbiamo capire che sono morti solo per lasciarci in eredità la pace. Ricordiamoci che la pace è un tesoro prezioso da difendere. Ma per difendere la pace non dobbiamo pensare alle grandi potenze mondiali, ai politici che prendono decisioni importanti, agli eserciti che impugnano le armi.

Dobbiamo cominciare dalla nostra piccola realtà, dalle situazioni in cui viviamo: la scuola, la famiglia, la squadra di pallone, il gruppo degli amici. A volte non ci rendiamo conto che anche qui ci sono delle piccole guerre e dobbiamo fare il possibile per evitarle.

Infine non possiamo ignorare che nel mondo ci sono ancora tante guerre e che molte persone come noi soffrono e muoiono nei conflitti.

La festa del 4 novembre non può essere solo un ricordo del passato, ma diventare progetto per il futuro, un progetto di pace in cui tutti noi siamo chiamati ad essere protagonisti.

Il sindaco,

Antonio Tonello.

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